Studio di ingegneria per l’ambiente: studiamo efficienza … creiamo valore. Questo è il nostro ruolo.

Il nostro mondo è l’industria, le PMI; però oggi, forse, per loro, non è tempo di investimenti ma di riprogrammazione della produzione.
E allora? Sta succedendo che, forse, gli eventi disastrosi degli ultimi tempi possono portare ad un risvolto inaspettato! Parliamo dell’art. 119 del decreto rilancio! Nell’attesa che il Decreto sia convertito in Legge ci stiamo organizzando.

Per chi ancora non l’avesse sentito o letto, l’art. 119 del DL rilancio è quello del superbonus fiscale del 110%. Quello che si prospetta essere una bomba per il mondo dell’edilizia. Quello che permetterebbe di ristrutturare gli edifici per renderli energeticamente efficienti a costo zero.

Chi non approfitterebbe di una simile occasione … io mi sto organizzando anche per casa mia … i professionisti e le imprese che ho chiamato stanno pensando in primis alle loro abitazioni.
Perché? Perché ciò che delinea l’art. 119 e l’art. 121 sembra incredibile … solo che per funzionare devono funzionare tutti gli ingranaggi di un meccanismo nuovo.

Sto dando troppo per scontato che tutti sappiano di cosa sto parlando? Faccio un rapidissimo riassunto:
i condomìni valutano interventi di efficientamento che, partendo necessariamente dall’isolamento termico (il cappotto, per intenderci) e/o la centralizzazione degli impianti di riscaldamento/climatizzazione con sistemi efficienti, possono aggiungere anche interventi per nuovi infissi, installazione di impianti solari e fotovoltaici, colonnine per le auto elettriche … interventi che devono garantire il miglioramento di due classi energetiche del proprio edificio, il tutto potendo chiedere alle imprese incaricate di fare uno sconto del 100% del valore degli interventi … cioè portare a ZERO il costo dell’intervento, ma se anche così non fosse, si può sicuramente parlare di un costo enormemente conveniente;
chi paga?

Questi interventi, per il Decreto Legge, maturano un credito d’imposta del 110% e questo credito e cedibile a tutti coloro che hanno un debito d’imposta … in primis le banche.
In sostanza chi paga? Paghiamo tutti noi ritrovandoci lo Stato con un mancato gettito di tassazione per un valore stimato di 7 mld di euro nei prossimi 6 anni.
Credo però che ciò sia un beneficio di tutti: in termini di rilancio di una economia che rischia di fermarsi, in termini di un miglioramento dell’ambiente nelle nostre città per una riduzione delle emissioni e in termini di un minor costo futuro per il riscaldamento delle nostre case.
Torniamo all’argomento di prima: affinchè funzioni questo articolo di Legge devono funzionare tutti gli ingranaggi di un meccanismo nuovo … e ribadisco NUOVO.
A fronte degli aspetti più macroscopici che preoccupano gli imprenditori che ho contattato che espongono argomenti del tipo: “mai visto che ti regalano soldi”, oppure “le banche … chi mette il soldo, come si comporteranno?” (gli imprenditori non si fidano!), oppure ancora “i tempi … le assemblee condominiali … i tempi di decisione”, a fronte di tutto ciò cosa c’è di NUOVO?

È su questo nuovo che io e il mio studio ci stiamo impegnando:
c’è che le imprese, piccole e medie del settore, se vogliono essere protagoniste, devono imparare a collaborare … devono fare il loro mestiere: imparare a fare solo il proprio mestiere per farlo bene … in collaborazione con altri,
c’è che tutti gli attori del processo devono essere onesti professionalmente ed economicamente,
c’è che la domanda sarà ampia, molto ampia, e sufficiente per tutti coloro che sapranno gestirla bene.

Certo, la cosa funzionerà se non verranno fuori gli spregiudicati che creano dal nulla scatole da riempire di soldi sfruttando il lavoro di chi non ha la forza per strutturarsi.
Ecco cosa stiamo facendo, stiamo cercando di essere aggregatori di competenze, stiamo facendo quello che abbiamo imparato in tanti anni di project management, stiamo coordinando aziende, stiamo per gestire progetti non difficili da un punto di vista tecnico ma complicati da un punto di vista gestionale: dalla fase iniziale di individuazione delle soluzioni tecniche eseguibili da imprese diverse, sino alla consulenza per gli iter di cessione del credito.
Siamo gli ingegneri per le diagnosi energetiche degli edifici, siamo quelli che hanno fatto, negli anni, scouting tecnologico ed abbiamo una discreta conoscenza delle soluzioni impiantistiche per proporre idonee soluzioni tra le numerose possibilità.
Ci stiamo preparando perché queste sono le prospettive che individuiamo nell’art. 119.
C’è ancora poco tempo davanti, è necessario che tutto venga confermato dalla conversione in Legge che si prevede intorno al 18-20 di questo mese di giugno. Sono necessari i decreti attuativi, sono necessarie le definizioni dell’Agenzia delle Entrate e gli applicativi di ENEA: sarà una intensa fase di preparazione organizzativa.

Crediamo in questa organizzazione e credere vuol dire divulgarla a coloro che possono essere interessati ad approfondirla, sia che si tratti di potenziali clienti: amministratori di condominio, proprietari di edifici unifamiliari, in modo che ci si prepari tutti ad un percorso funzionale ai lavori, ma anche ad altri colleghi ingegneri, imprese edili e termotecniche, impiantisti

Perché crediamo nel network, perché sono convinto che questo faccia parte del NUOVO, dialogare, confrontarsi, condividere le giuste soluzioni; il dialogo con tutti coloro che potrebbero fare esattamente quello per cui noi ci stiamo impegnando … perché tanto, per un po’ di tempo, non sarà un problema di prezzi, non sarà un problema di concorrenza … ci sarà solo una necessità di competenza … ed una ampia possibile sinergia sarà il gioco migliore da fare per i prossimi anni.