Gli esseri umani di oggi non sono più forti o più veloci dei loro predecessori che vivevano e lavorano in tribù e villaggi tutti assieme; il loro vantaggio consiste nella dimensione del cervello.
La massa cerebrale degli esseri umani moderni è circa tre volte più grande di quella dei nostri progenitori ominidi. Come abbiamo fatto a diventare tanto intelligenti in modo così veloce?

L’esplosione della dimensione del cervello e dell’intelligenza che segna la comparsa degli esseri umani moderni può essere spiegata in un paio di modi:

1. La teoria ecologica postula che sia stata guidata dalle crescenti abilità degli individui di relazionarsi con l’ambiente.

2. La teoria del cervello sociale. Secondo quest’ultima, la forza trainante dell’evoluzione dell’intelligenza umana è dovuta alla coordinazione di sistemi cognitivi di gruppo che perseguono obiettivi complessi e condivisi. Secondo questa teoria, quindi, l’incremento di dell’intelligenza dipende dalla crescita di dimensione e complessità dei gruppi sociali ominidi.

Vivere e lavorare in un gruppo ( Network ) assicura dei vantaggi, ma richiede anche determinate abilità cognitive. Richiede l’abilità di comunicare in modi sofisticati, per comprendere e fare proprie le prospettive degli altri e per condividere obiettivi comuni.
L’antropologo Robin Dumbar decise di mettere alla prova le contrapposte teorie.

Ne risulta che dimensioni del cervello e dimensioni del gruppo sono strettamente correlate. Le specie dei primati che vivono e lavorano in gruppi più grandi hanno cervelli più grandi . Questa scoperta fa capire che i cervelli grandi sono particolarmente adatti a fornire le abilità necessarie per vivere in una comunità .
In conclusione: l’abilità di ragionare sugli stati mentali delle altre persone è un talento essenziale per lavorare insieme in gruppi( Network )

 

stefano staderoli