L’uomo possiede un’abilità che nessun’altro sistema cognitivo artificiale o animale possiede: può condividere la propria attenzione con qualcun altro.

L’attenzione condivisa è un passo cruciale nel cammino per diventare un pieno collaboratore in un gruppo ( Network ) che condivide un lavoro cognitivo, in una comunità della conoscenza. Grazie a questo, la conoscenza non è soltanto distribuita, è condivisa.

 

Un talento umano fondamentale consiste nel condividere intenzioni con gli altri così da poter portare a termine le cose collaborando. Queste idee sono dovute in gran parte, al grande psicologo russo Vygotskij, che all’inizio del ventesimo secolo sviluppò l’idea che la mente sia una entità sociale. Vygotskij, sostenne che non fosse la potenza cerebrale individuale a distinguere gli esseri umani, bensì il fatto che questi possono imparare attraverso le altre persone e culture , e che le persone collaborano: si impegnano insieme agli altri in attività collettive. Le intuizioni di Vygotskij sono una delle radici dell’idea di comunità della conoscenza.

Possiamo quindi dire che le persone sono progettate per collaborare. ( fare Networking ). L’abilità di condividere intenzionalità favorisce spesso quella che è forse la capacità umana più importante: l’abilità di immagazzinare e trasmettere conoscenza da una generazione all’altra. Questo porta a ciò che gli antropologi chiamano cultura cumulativa : la trasmissione della conoscenza permessa dai nostri cervelli sociali tramite il linguaggio, la cooperazione e la suddivisione del lavoro che si accumula pere creare una cultura. E’ uno degli ingredienti più importanti nella storia del successo umano e l’attività di Networking ne è il riflesso plastico.

stefano staderoli